Giorno Undici, Undici e mezzo e Dodici. Prima che arrivi agosto.

11/18/19 Luglio 2012. Ore 21.00.

Agosto si avvicina.

Mentre normalmente la stagione estiva porta i gruppi musicali a suonare in giro per l’Italia,
per il Clan Mamacè il mese più caldo dell’anno è sempre coinciso con un periodo di pausa dalle attività.

Tranne rare eccezioni.

Per evitare di perdere la concentrazione messa fino ad ora per incidere il nuovo cd, decidiamo di serrare un attimo i ritmi e concludere la registrazione delle linee di basso e contrabbasso prima della pausa estiva.

Obiettivo raggiunto e grande gioia di Carlo che vive l’evento come una liberazione personale.

Con un altro tassello al suo posto, il progetto comincia a prendere una forma definita.

La mossa successiva, a settembre, sarà quella di registrare le chitarre e i solisti.

E poi, mix, progetto grafico, stampa e presentazione.

Tutto in vero stile Mamacè e cioè tutto concepito e realizzato interamente dal gruppo.

A sei anni dall’ultima produzione, il nuovo lavoro è sempre più vicino.

Fortunatamente per noi suonare è un hobby.

Se avessimo dovuto campare della musica che produciamo, saremmo già morti di fame da un pezzo.
Peggio ci saremmo potuti trasformare in una di quelle orchestre di liscio con le giacche briluccicanti che poco hanno a che fare con la musica.

Ma vale veramente la pena allora tutto questo continuo sbattimento senza essere riusciti mai a mettere piede, anche solo per un decimo di secondo, sullo zerbino della porta del professionismo?

La risposta è semplicemente e inequivocabilmente una e una sola.

SI.


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