Giorno Otto. L’abbigliamento di un contrabbassista.

20 Giugno 2012. Ore 21.30.

“Figlio con quali occhi, con quali occhi ti devo vedere, coi pantaloni consumati al sedere e queste scarpe nuove nuove” recita una famosa canzone di Francesco De Gregori. (“L’Abbigliamento Di Un Fuochista” dall’album “Titanic”).

Qual è l’abbigliamento di un contrabbassita invece non è dato sapere.

Certo è che in queste sere di caldo torrido, con la saletta senza aria condizionata e senza bevande fresche, è ovvio che uno si può presentare in abiti più che sportivi; pantaloncini corti e maglietta.

Nessun problema. Apparentemente. Fino alle 22.30.

Dopo aver registrato il contrabbasso in “Caterina”, la canzone “dedicata” alla Caselli (per chi ci segue da sempre :)) facciamo una piccola pausa in cortile.

Nel frattempo la partita di calcio che si stava svolgendo nel campo soprastante la saletta termina.

Le fotoelettriche di illuminazione vengono spente e una quarantina di persone presenti defluiscono ordinatamente verso casa.

Eccoci.

Tutte le zanzare che ancora non avevano mangiato, non sapendo più dove approvvigionarsi, confluiscono in saletta approfittando della piccola finestrella aperta sul cortile, attirate probabilmente dalla luce accesa dello studio.

Il ritorno dalla pausa si rivela drammatico.

Siamo costretti a rimandare la ripresa dei lavori per dedicarci allo sterminio di massa delle nuove ospiti.

Carlo ne avrà ammazzate una trentina, e tutte le volte che riprendeva in mano il contrabbasso, olè, eccone una all’attacco.

La situazione critica si risolve con l’arrivo di Alex e Sarah.

Quest’ultima felice portatrice di salviette umidificate antizanzare.

Ci viene anche in mente che da qualche parte sono avanzate le candele alla citronella risalenti ai tempi dello Street Festival di Novara, quando suonare per strada alle 21.00 era considerata un’impresa eroica.

Procediamo immediatamente all’accensione della candela.

Ora si può proseguire.

Ora sappiamo che l’abbigliamento di un contrabbassista se non l’abito lungo deve per lo meno prevedere l’Autan.

Quale altra piaga d’Egitto ci attenderà nella prossima sessione di registrazione?

Ai posteri…. bla bla bla…


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