Giorno Dieci. Fare l’una con la luna.

4 Luglio 2012. Ore 22.00.

Dopo una pausa di una settimana ci si ritrova per riprendere il lavoro interrotto in precedenza.

Di solito non si lascia una canzone a metà, ma nel caso di Bascherdeis, pezzo esclusivamente musicale dalla struttura un po’ complessa, si può fare un’eccezione.

La serata è fresca e si lavora bene.

Nella solitudine dettata dagli impegni, oggi ci sono solo Carlo ed Enrico.

Uno dentro in sala al contrabbasso.

L’altro in corridoio al mixer/computer.

Ragazzi, dove siete finiti? Questa foto è per voi.  <—
Non lamentatevi se poi il disco non vi piace… 🙂

Alla fine il contrabbasso nel pezzo è concluso.

E’ tardi, nduma a durmì.

In cielo splende una luna piena e rotonda. Tutto fa pensare che questa rimmarrà una notte fresca.

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Fare l’una con la luna
non è cosa inopportuna
non c’è caldo e non c’è bruma
si lavora con piacere
senza ricompensa alcuna (come sempre).

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Com’è possibile rimanere tutta la sera a registrare una canzone senza uno straccio di parola e non uscire matti?

Uhm.. occorre rimediare immediatamente

Cosa sarà.
Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità,
che fa morire a vent’anni anche se campi fino a cento.
Cosa sarà a far muovere il vento a far fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane o per un bacio non dato
Oh, cosa sarà, che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire di dentro di notte
all’ombra di un desiderio, cosa sarà.
Che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca anche se non l’hai bevuta.
Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c’è.
Cosa sarà che ti fa comprare di tutto
anche se è di niente che hai bisogno
cosa sarà che ti strappa dal sogno
Oh cosa sarà. Che ti fa uscire di tasca dei no, non ci sto
che ti getta nel mare e ti viene a salvare, oh, cosa sarà.
Che dobbiamo cercare, che dobbiamo cercare.
Cosa sarà che ti fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico a parlare del futuro.
Cosa sarà questo strano coraggio, paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte?che scende. Oh cosa sarà?
Quell’uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto, si è sentito solo.
E’ come l’uccello che è in volo,
come l’uccello che è in volo si ferma e guarda giù.


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