Clan Mamacè Accordi e Disaccordi "Il mamaciddì"

1. INTRO
2. BICIA FELINA
3. CON IL TATTO E CON IL GUSTO
4. ELENA
5. APRI LE ALI
6. CANZONE DEL PENSIERO IN AZIONE
7. ARRABBIATA CON IL MONDO
8. MARY
9. DA GRANDE

Anno: 2003
Supporto: CD
Etichetta:Autoprodotto
Durata: .

 E-mail: clan_mamace@yahoo.it
 Sito web: www.clanmamace.com

Dopo il demo del 2002 mi sarei aspettato che i Clan Mamacè riuscissero ad uscire con un nuovo disco prodotto e distribuito da una piccola etichetta. Ma, si sa, noi di Mescalina siamo degli utopisti e di questi tempi speranze, sogni ed ideali non sono fattori che rendono soprattutto nel mondo della musica.
L’unica è tirare dritti per la propria strada e così i Clan Mamacè sono usciti con un cd autoprodotto che altro non è che la versione ufficiale del loro primo demo.
Grafica e suono sono più curati, frutto di un lavoro in studio che comunque non ha mutato la sostanza e l’aspetto dei brani: rimane un cantautorato dallo spirito popolare a metà tra il folk-rock e un approccio da busker.
Niente di eclatante, anche perché è questo un tipo di suono che rimanda a più d’uno dei cantautori italiani e che è già da tempo in fase di rielaborazione da parte di gruppi come Bandabardò e Sulutumana: quello che i Clan Mamacè fanno è suonare con onestà e con intelligenza, senza voler fare il verso a nessuno e senza voler imbrigliare la loro musica in una direzione univoca.
Carlo Boncompagni e soci non sono dei ragazzini e lo si sente dal mestiere di certi arrangiamenti, ma anche da quel pizzico di coscienza che impedisce alle loro canzoni di sfociare in quello che sarebbe un facile combat-rock: testi e musiche ruotano invece tra impegno e disimpegno con leggerezza e tanta voglia di sognare.
Non ci sono proclami nemmeno in pezzi come in “Arrabbiata con il mondo” e “Canzone del pensiero in azione”, ma piuttosto immagini genuine che rispecchiano desideri e sensibilità.
Freschezza e ingenuità sono infatti pregio e limite dei Clan Mamacè: “Elena” è ballata acustica che si coccola attorno al focolare di una melodia, insinuandosi sotto pelle come già tante altre. Allo stesso modo “Arrabbiata con il mondo” riporta alla mente il ricordo di De Andrè senza però scadere in un omaggio derivativo.
“Accordi e disaccordi” è infatti un disco che ha un buon equilibrio strumentale: se da una parte il suono è definito da una fisarmonica e da una chitarra jazz/swing riconducibili alla logica di un folk-rock popolare, dall’altra gli interventi di violino e oboe aprono la possibilità di un suono più personale.
Proprio questi ultimi fanno sperare in una evoluzione del Clan Mamacè, che potrebbe portare la band ad uscire dalla solita taverna della canzone italiana, a volte un po’ affollata di personaggi in preda alla nostalgia, ora zingari ora eterni innamorati del jazz.
“Accordi e disaccordi” è valso finora alla band qualche passaggio radiofonico, una partecipazione ad Arezzo Wave e, speriamo, una visione chiara della strada da seguire, magari a partire dal prossimo cd che è già in lavorazione.
 
Christian Verzeletti  <ink@mescalina.it>  
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