
Partiamo dalla notizia pubblicata da un periodico locale...
La formazione novarese dei Mamacè i prossimi 7-8-9 luglio farà rotta sulla capitale per partecipare alla fase finale del premio "Fabrizio De Andrè" organizzato in ricordo dello stimato cantautore genovese dall'omonima fondazione capitanata da Dori Ghezzi e con il patrocinio del Comune di Roma.
<Si tratta di un concorso nazionale che prevede due fasi di selezione, l'ultima delle quali si è svolta un paio di settimane fa a Radio Popolare - spiega Carlo Boncompagni bassista del gruppo - Proporremo due brani di nostra composizione, "Elena" e "Arrabbiata con il mondo" che verranno giudicati da una giuria di esperti. Per noi essere arrivati alla finale di un concorso di prestigio rappresenta già un motivo di grande soddisfazione, in particolare siamo orgogliosi di proporre alcuni brani dell'album "Accordi e Disaccordi (il Mamacidì)" che abbiamo completamente autoprodotto e che in questi anni ci sta regalando diverse soddisfazioni>. I Mamecè si distinguono per un originale folk con marcati riferimenti cantautoriali, ma il loro maggior punto di forza è certamente rappresentato dalla dimensione live e dagli arrangiamenti curati ed originali che i sette novaresi realizzano riuscendo a creare un "atmosferico" coinvolgimento per chi li ascolta. Per ulteriori informazioni http://www.clanmamace.com/.
... e utilizziamo il pretesto della partecipazione alla finale del premio "Fabrizio De Andre" per una chiacchierata e una birra con Carlo e Alex rispettivamente bassista e chitarrista del Clan Mamacè.
Per prima cosa complimenti per la qualificazione. Vogliamo i dettagli...
Alex: Si tratta di un concorso in memoria di Fabrizio De Andre organizzato dalla fondazione omonima. C'è stata una prima selezione dei gruppi a livello nazionale, i 24 gruppi rimasti hanno poi partecipato ad una seconda selezione che si è svolta un paio di settimane fa a Radio Popolare. Abbiamo superato anche questa seconda selezione e quindi siamo approdati alla fase conclusiva che si svolgerà a Roma all'inizio di luglio, in tutto si esibiranno 12 gruppi.
E con quale repertorio vi esibirete:
Carlo: Noi abbiamo proposto due dei nostri brani "Elena" e "Arrabbiata con il mondo", il primo scritto da Enrico Vasconi (il cantante e chitarrista del clan) e il secondo scritto da me, quindi questi pezzi li suoneremo sicuramente…altri dettagli della serata per il momento non ne conosco. Queste due canzoni sono state scelte innanzitutto perché ci piacevano, poi "Arrabbiata con il mondo" ci hanno detto che è molto DeAndreiana. Sono pezzi folk acustici con un'impronta cantautoriale piuttosto marcata.
Parlando di musica, quali sono i vostri riferimenti
Alex e Carlo: Bhe i nostri riferimenti sono abbastanza diversificati: siamo in sette e non è facile far convivere i gusti di tutti… Sicuramente ci sentiamo vicini a cantautori come possono essere De Gregori o De Andre, appunto, ma anche gruppi come i Modena City Ramblers o la Bandabardò. Partiamo da una base folk, ma ci piace molto sperimentare con arrangiamenti particolari.
Quello che mi ha colpito per prima cosa ascoltando i vostri pezzi sono proprio gli arrangiamenti: li trovo molto curati e ricercati, ma senza forzature, non so se mi spiego, non è cosa da tutti i giorni trovare un gruppo con un oboe al seguito…
Alex e Carlo: Quando abbiamo iniziato a suonare facevamo diverse cover, ma abbiamo sempre cercato di interpretarle in modo il più possibile personale, proprio attraverso gli arrangiamenti… Poi con il passare del tempo e l'evolversi della formazione… siamo capitati a suonare a Umbria Jazz, nel 1997: ci siamo accorti che le canzoni che proponevamo piacevano alla gente e soprattutto la coinvolgevano. Abbiamo allora scelto di continuare sulla strada delle esibizioni acustiche "on the road" e in luoghi dove fosse possibile coinvolgere gente creando una bella atmosfera semplice, divertente e rilassata. Visto che la nostra musica funzionava e aveva un buon seguito abbiamo "coniato" il termine clan, proprio per indicare l'atmosfera di coinvolgimento collettivo che si crea quando suoniamo e l'affetto con cui tanta gente continua a seguirci e supportarci.
Visto che mi avete raccontato la "fanciullezza" e "l'adolescenza" del clan… ora ditemi qualcosa del vostro cd che se non sbaglio avete autoprodotto:
Carlo e Alex: il disco si chiama Accordi e Disaccordi (il mamaciddì), è un lavoro che ha avuto una gestazione lunga e molto meditata. Noi siamo un gruppo che, almeno per ora, non ha appoggi economici o una produzione alle spalle e quindi il disco l'abbiamo fatto in casa, comprandoci tutta l'attrezzatura necessaria. Ci siamo presi tutto il tempo per scegliere i brani e curare gli arrangiamenti. Non abbiamo voluto violentare i suoni degli strumenti acustici che usiamo dal vivo e il disco cerca appunto di mantenere le stesse emozioni e le stesse sonorità che proponiamo in concerto.
… e per quanto riguarda le vendite?
Carlo: abbiamo stampato e venduto 1000 copie e tra poco ne verranno ristampate altre 500, siamo molto contenti perché l'album non ha una distribuzione, lo vendiamo prevalentemente ai concerti e i risultati ottenuti ci inorgogliscono, veramente. Abbiamo ottenuto anche diverse recensioni positive e poi quel minimo di visibilità con la partecipazione alle finali di Arezzo Wave e al Festival della Musica di Mantova. Il nostro nome ha incominciato un po' a girare insomma.
… se mi dici cosi io rilancio dicendoti che manca solo una produzione per il nuovo disco?
Alex e Carlo: Per il momento non abbiamo una produzione, ma non ti nego che se qualcuno appoggiasse il nostro progetto… insomma se qualche produttore ci vuole contattare noi non chiudiamo la porta a nessuno…
Il nuovo lavoro, che non ha ancora un titolo, è in lavorazione… se nessuno lo "accoglie" lo produrremo noi di nuovo, forse verso Natale sarà pronto… abbiamo i nostri tempi e ci piace che sia così.Intervista di Roberto Conti ©Asapwebzine2005
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Per maggiori informazioni sui Mamacè: http://www.clanmamace.com/