Accordi e
disaccordi (il mamaciddì)
Ho bisogno di suggestioni, mi servono. Le ho trovate in Accordi e
Disaccordi e senza bisogno di scavare nelle pieghe delle parole come faccio
di solito. Un aroma avvolgente e positivo invade la mia stanza mentre ascolto il
disco del Clan Mamacè: canzoni immediate e d’atmosfera quelle di Accordi e
disaccordi, un album che definirei domestico, ideale per essere ascoltato in
compagnia, davanti a un bel fuoco e a un bicchiere di vino rosso, magari. Ne
sono un esempio Apri le ali ed Elena, certamente tra gli episodi
più riusciti del “mamaciddì”. Atmosfera diversa, invece, quella di Arrabbiata
con il mondo e di Mary, brani che rivelano un’indole festaiola
e trascinante che i sette novaresi amplificano a meraviglia in concerto. Nel
complesso il disco mischia sapientemente atmosfere folk a curati arrangiamenti
acustici; l’impiego sapiente degli strumenti, tra i quali spiccano oboe, violino
e fisarmonica, regala nove episodi piacevoli ed eterogenei, curati nonostante i
limiti di una registrazione domestica (testimoniati anche dalla divertente ghost
track). Lunga vita al Clan Mamacè e ad Accordi e disaccordi il primo
parto di quella che mi auguro sarà una lunga figliolanza.